sarà passato più di un anno da quando mi sono trasferito a casa della mia compagna e all'arrivo ci un fu un piacevole compagno insieme a noi: il suo carlino! :)

devo essere onesto, all'inizio non ero abituato a vivere h24 con un animale e mi sembrava inconcepibile non avere spazi personali (e il fatto che era il centro di ogni nostro momento e ogni nostra discussione della giornata). col tempo però ci ho fatto l'abitudine, e ora non riesco a fare a meno.

poco tempo fa sono andato con la mia compagna in vacanza per tre giorni e, ebbene sì, mi è mancato moltissimo (quella piccola peste è stato coi genitori di lei). al ritorno a casa non vedevo l'ora di abbracciarlo e coccolarlo. mi mancava tutto, da quella buffa coda riccioluta, ai "grugniti" che fa quando dorme, al suo puzzo (ogni cane ha un odore particolare che col tempo adori, mi sembrava strano pure questo ma è così)! :D

perché scrivo questo? ogni papà di cane (oggi si chiamano mamma/papà anziché padrone, forse perché è più affettuoso? o perché effettivamente diventano come dei figli?) sa benissimo di cosa sto parlando, basta pochissimo tempo lontano da loro che subito ci assale la malinconia.

detto ciò, ci avrei mai creduto che un carlino pestifero poteva insegnarmi qualcosa sulla vita? no. è successo? certo che sì.

innanzitutto come ogni carlino, se gli stai simpatico, diventa la tua ombra, non riesce proprio stare distaccato da chi ama. il loro amore è totale, non importa cosa succede tra di voi, lui tornerà sempre, pronto a lasciarsi alle spalle qualsiasi spiacevole incomprensione tra di voi.

io rimuginavo molto sulle conversazioni che avevo avuto, nonostante tutti i testi filosofici che avevo letto sullo stoicismo, sulla serenità interiore e bla bla bla... teoria, pura e semplice teoria. io non ci riuscivo, finché non mi sono concentrato su di lui, che anche dopo che succedeva qualcosa si accucciava tra le mie gambe mentre ero steso a letto e si metteva a ronfare tranquillamente.

com'è possibile mi chiedevo? non c'è niente di più puro di questo esserino birbante. mi ha fatto arrabbiare eppure è già passato tutto. niente orgoglio, niente rimuginìo, niente. si mette a ronfare bello beato.

in effetti un'altra cosa che mi ha insegnato è proprio il valore del riposo, io che il riposo lo avevo sempre snobbato perché come tutti quelli che vivono al giorno d'oggi dovevo fare, produrre, farmi vedere attivo, tanto che dormivo poche ore a notte (è capitato pure di non dormire) fintanto da andare a lavoro straco (distrutto) e non essere al pieno delle mie forze per affrontare la giornata lavorativa.

avevo questa smania di fare che mi dimenticavo che la vita va vissuta a pieno con serenità, ed è fatta innanzitutto delle prime necessità... dormire, mangiare e stare con la persona che ami. non c'è bisogno di cercare la serenità molto lontano, né di riempire la propria vita con ogni cosa, ma di tornare alle cose fondamentali, che (da quel che ho capito) è pure ciò che insegnano le filosofie che prendono molto piede oggi come il minimalismo, eppure io l'ho imparato dalla semplicità di un carlino, non da un libro o un podcast di qualche santone filosofico.

il mio pensiero finale è quindi probabilmente scontato, ma sono sicuro che possa aiutare molti alle prese con lo stress quotidiano: dovremmo essere tutti un po' più semplici, un po' più carlini.